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Accademia di graphic design e multimedia

Universita di graphic design e multimedia
eventi culturali
  • COSMONAUTI

  • 02/06/2011
  • dipartimento di arti visive

    2 - 19 giugno 2011
    Intervento d'Arte Contemporanea in omaggio a Piero Manzoni.

    COSMONAUTI
    "viaggio nella libera dimensione"

    Inaugurazione giovedì 2 giugno 2011 alle ore 11

    performance di Lorenzo Morandi giovedì 2 giugno ore 16

    ex Filanda Meroni (zona castello)
    Largo Cattaneo
    Soncino, Italy


    « Ἄνδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον, ὃς μάλα πολλά πλάγχθη, ἐπεί Τροίης ἱερὸν πτολίεθρον ἔπερσεν »

    « Narrami, Oh Musa, dell’uomo dal versatile ingegno, che tanto vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia. »
    ...(Odissea, Proemio)

    Ogni qualvolta si parla di Manzoni sono queste le parole che mi vengono in mente, parole che hanno duemilacinquecento anni, forse anche di più, ma che meglio sottolineano una genialità senza tempo. Quando Omero decide di dare un epiteto a Ulisse usa questo "versatile" intendendolo come eclettico, poliedrico, talmente illuminato che prevede e determina gli eventi. Questa sotto ogni punto di vista è stata una caratteristica dell'operato di Manzoni. Ogni opera è stata affrontata e vissuta come se fosse la prima e al tempo stesso l'ultima. Ogni volta fa tabula rasa del proprio operato affrontando tutte le volte la propria storia e trovando sempre nuove soluzioni, nuove risposte. Manzoni è l'uomo del dada, dell'astratto, del concettuale e del materico.
    Geniale. Non esiste un altro aggettivo che possa descrivere meglio un estro artistico del calibro di quello di Manzoni. Ancora oggi queste opere sono controverse e senza ombra di dubbio riescono a scuotere il fruitore nel profondo. Ancora oggi l’operazione mentale che stava alla base dell’arte di Manzoni riesce ad affascinare, coinvolgere e risultare assolutamente all’avanguardia in questo periodo dove la tecnologia è al primo posto anche in campo artistico. La semplicità dell’opera in sé stessa è superata dall’ironia che Manzoni usa in ogni sua performance artistica. Performance è l’unica parola che può giustificare l’opera di Manzoni. Infatti, non è il manufatto ad essere opera, ma lo è tutto il processo, mentale e anche fisico, che porta Manzoni all’assoluta genialità.
    Per affrontare un estro così mutevole non ci si può affidare ad una sola versione o ad un solo occhio. Premesso ciò l'intento di questa mostra è rivedere sotto un occhio critico, ma al tempo stesso sensibile, le opere di Manzoni. Uno sguardo neutro, ma sempre dedito all’azione di uno dei maestri dell’arte contemporanea; quindi già la partenza di questo progetto artistico è una contraddizione che già sarebbe un’ottima base vista la profonda ironia che pervade ogni opera di Manzoni.
    Questa mostra raccoglie nuove visioni del mondo che, è molto diverso da quello degli anni 50 in cui Piero Manzoni operava, ma che alla fine contiene gli stessi uomini e le stesse donne di allora. L’arte e la storia cambiano radicalmente in pochissimo tempo, ma l’essere umano impiega ancora moltissimi anni a adattarsi a certi cambiamenti, quindi non è anacronistico riflettere su visioni di cinquanta anni fa, lo sarebbe se queste opere fossero semplicemente copia di opere.
    Fondamentale è quindi la sperimentazione. Infatti, se ad un occhio poco attento alcune opere sembrano solo un rifacimento di opere di Manzoni, ad un secondo sguardo si può intuire come il cambiamento del medium, del mezzo, dello stile non è un semplice cambiamento artistico, ma più profondamente è una nuova visione, più fresca, è assolutamente sposata col proprio tempo.
    L’opera in questa mostra è, sintetizzando: dialogo tra l’artista/artefice e l’artista/soggetto. Dove l’importanza dell’artefice e del soggetto è la stessa e quindi si focalizza l’attenzione sul dialogo.
    Un brain-storming dove la sensibilità di ogni artista è stata colpita da un'opera o da un'altra, piuttosto che da un atteggiamento o da una frase, con la freschezza e l'ingenuità che è propria di un mondo pre-accademico e pre-sociale, e che caratterizza il lavoro di Manzoni.
    Aggettivi, questi, dovuti forse alla giovane età degli artisti, ma vogliamo ricordare che Manzoni muore a soli trenta anni, che quindi anche lui era un giovane artista, con una profonda sfiducia nella società borghese cui apparteneva, con una rabbia giovanile che ancora non si era spenta, e che queste caratteristiche lo rendono più simile a questi giovani artisti che ad altri più maturi e forse meglio documentati e più istruiti. La rabbia, la noia, la dedizione e la curiosità sono tutte contenute in queste opere che secondo un parere, forse un po’ di parte, sono un ottimo specchio per questo tempo e al tempo stesso un ottimo spaccato su un’arte che forse mai passerà per le gallerie e i musei.
    L'intento non rimane un blando omaggio o una replica, ma un confronto e una rivisitazione di uno dei maestri dell'arte contemporanea.

    Paola Mariolini

    ARTISTI ESPOSTI:
    Anna Negretti, Cristina Bottoni, Matina Speri, Giulia Pucillo, Lisa Colombo, Giulio Ciocca, Davide Tolasi, Sara Manchi, Barbara Ludovica Denti, Giulia Calzoni, Elisa Mora, Gabriele Martinoni, Lorenzo Morandi, Antonella Salvadore, Fabiano Pizzulo.


    ORARI:
    venerdì 18-22
    sabato 16-22
    domenica 10-12/16-22

    CONTATTI:
    Curatore: Davide tolasi
    +39.347.2858457 / tolasi.davide@alice.it

    Libera Accademia di Belle Arti di Brescia:
    +39.030.380894 / placement@laba.edu

    Comune di Soncino:
    +39.0374.837811 / info@comune.soncino.cr.it



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