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eventi culturali
  • L'ISOLA - di Athol Fugard

  • 14/05/2010
  • SPETTACOLO CHE A GIUGNO APRIA' ANCHE IL ROMA TEATRO FESTIVALsindaco di brescia adriano paroli

    Sindaco di Brescia Adriano Paroli
    Comune di Brescia
    Circoscrizione Brescia Centro
    Rappresentante ONU Miguel Sarre Iguiniz
    Presidente ACT Carlo Alberto Romano
    Consigliere Comunale Roberto Toffoli
    Officine Mentali
    LABA Libera Accademia Belle Arti

    presentano:
    L'ISOLA di Athol Fugard

    venerdi' 14 maggio
    Teatro Sociale Brescia
    ingresso libero

    Lo spettacolo a giugno aprirà anche il Roma Teatro Festival

    regia: Giorgio Rosa
    interpreti: Andrea Anselmini e Aarcello Bergoli
    elementi scenografici: Andrea Anselmini e Marcello Bergoli

    link info Comune di Brescia :
    http://www.comune.brescia.it/NR/exeres/6081814A-2C2C-436D-B44A-C8EB32739E47.htm

    L’isola è Robben Island, un tempo carcere di massima sicurezza nel Sudafrica dell’Apartheid, un luogo brullo e spazzato dal vento dove Nelson Mandela trascorse gran parte della sua lunga prigionia. “L’isola “ è anche un testo teatrale del 1972, nato da una serie di improvvisazioni fra due attori di colore sotto la super visione dello scrittore e drammaturgo Athol Fugard che nel testo risultante, fa mettere in scena, (sulla scena), a due prigionieri politici dell'Apartheid, condannati alla galera a vita, (ad un eterno presente dove i giorni si ripetono muti piatti e sempre uguali), L'Antigone di Sofocle, tragedia grandiosa che mostra l'ingiustizia della giustizia….la legge dell'uomo e quella di Dio…ciò che appartiene ad uno e ciò che all'altro…. Wiston, (Andrea Anselmini), è Antigone, condannata a morte per aver seppellito il proprio fratello; John, (Marcello Bergoli), è Creonte, il tiranno che rappresenta lo stato e la legge. Motivo principale dello spettacolo è il contrasto tra lo spazio claustrofobico della cella e la libertà dell’immaginazione del palcoscenico, ove le mura di Tebe si ergono dal nulla creando l’incantesimo. Andrea Anselmini e Marcello Bergoli si cimentano da attori professionisti in questo testo straordinario dove la metafora della prigionia conduce dalla sofferenza ad una commovente liberazione.

     

     



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